FACINO CANE, IL DISTRUTTORE DI ARIGNANO

Aggiornamento: 16 set 2021


Nasce a Casale Monferrato nel 1360, ma altri sostengono che sia nato nel castello di Vettignè frazione di Santhià

A 26 anni, diventa condottiero militare al soldo della famiglia veronese dei Della Scala. Fatto prigioniero a Padova, si mette al servizio della famiglia Carraresi di Padova. Nel 1387 si mette al servizio di Teodoro II di Monferrato come mercenario e tra il 1391 ed il 1397 conquista alcuni territori piemontesi. Grazie alla sua abilità e soprattutto ferocia, ottiene molte ricompense dal marchese del Monferrato. Dopo la morte del duca Gian Galeazzo Visconti, ottiene alcuni risultati politici che gli permettono il controllo del Ducato di Milano. Con l’aiuto di Teodoro II di Monferrato, Astorre e Francesco Visconti, nel 1409 muove contro Milano costringendo i Malatesta e il duca Giovanni Maria Visconti a cedere il potere. Facino Cane assume quindi il titolo di governatore di Milano.

È stato conte di Biandrate e signore di Abbiategrasso, Alessandria, Borgo San Martino, Cantù, Cassano d'Adda, Castano Primo, Castiglione Olona, Como, Galliate, Gavi, Mortara, Novara, Pavia, Piacenza, Romanengo, Seveso, Tortona, Valenza, Valsassina, Varese, Vercelli e Vigevano.

Nel 1396, combattendo a fianco dei Visconti, porta grandi distruzioni nel chierese e anche ad Arignano facendo molti morti e altrettanti prigionieri.

Ad Arignano assedia la rocca danneggiandola seriamente.

Sposa Beatrice Cane, figlia di un cugino, anche se sono in molti a sostenere che abbia sposato Beatrice Lascaris contessa di Tenda.

Nel 1412 ha un violento attacco di gotta e si ritira nel castello di Pavia dove muore. È tumulato nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia.

La moglie, in base alle disposizioni testamentarie, sposa il duca Filippo Maria Visconti di vent’anni più giovane di lei. Con l’accusa di adulterio, Beatrice è arrestata portata nel castello di Binello e, dopo essere stata torturata, è decapitata con il presunto amante Michele Orombello.

Una leggenda narra che il fantasma di Facino Cane si aggiri ancora oggi per le stanze del castello di Vettignè.

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